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Uno degli anelli del complesso ciclo delle Acque è costituito dalla reimmissione nell’ambiente delle acque utilizzate per le attività umane, che confluiscono per lo più in corpi idrici e quindi nel mare. È essenziale che queste acque siano trattate in modo da non provocare l’inquinamento e quindi il deterioramento di questa risorsa fondamentale per la vita sul pianeta.
Purtroppo invece anche nel territorio del comune di Pisa sono sempre stati presenti scarichi di acque reflue di piccoli e medi agglomerati che finiscono in acque superficiali (molti dei quali sono poco più che fossi con portata quasi nulla, spesso oggetto di lamentele da parte dei residenti), non disponendo di un sistema fognario capillare e di un trattamento depurativo adeguato.
I 18 km di nuova fognatura ora realizzata, sui 25km complessivi previsti dall’investimento di 16 milioni di euro, se da un lato rappresentano un deciso miglioramento della situazione dall’altro fanno capire quanto ritardo è stato accumulato e quanto fin qui il Comune di Pisa abbia contribuito all’inquinamento delle acque superficiali e del mare dove i reflui non depurati vengono convogliati per lo più dal Fiume Morto, che sbocca nel Parco Regionale MSRM.
Questi lavori, definiti indifferibili e urgenti, dovevano già essere conclusi negli anni precedenti (ultima scadenza 31/12/2021), sulla base degli impegni presi nel precedente Piano dell’Autorità d’Ambito (AIT). Il completamento delle opere ha invece subito negli anni notevoli rallentamenti che il Gestore del servizio idrico integrato ha ascritto a “obiettive e comprovate difficoltà, dovute ad eventi non prevedibili”.
In base a tutte le proroghe concesse, per la fine del 2022 dovevano essere concluso anche il collegamento fognario dalla Fontina al depuratore di San Jacopo, propedeutico alla totale dismissione della Fontina, impianto vetusto e in forte sofferenza, a favore dell’impianto di San Jacopo, ampliato opportunamente fino alla potenzialità necessaria.
Purtroppo non si hanno notizie proprio dell’intervento prioritario, l’ampliamento dell’impianto di San Jacopo. Resta oscuro il senso di anticipare la realizzazione del collegamento dalla Fontina a San Jacopo senza avere completato l’adeguamento di quest’ultimo che, nella configurazione attuale, non pare avere sufficiente capacità depurativa residua.
Crediamo che sia necessario anticipare i tempi di completamento dell’ampliamento dell’impianto di San Jacopo evitando che si crei un ulteriore sovraccarico di quell’impianto.
Se il depuratore della Fontina non verrà chiuso a breve si prevedono ripercussione anche sulla possibilità di nuovi allacci: ad esempio ci si chiede dove verranno scaricati i reflui dell’ampliamento dell’ospedale di Cisanello, che attualmente per la gran parte scarica all’impianto della Fontina.
A regime, si spera di vedere risolto anche il problema dell’attivazione impropria del bypass a monte dell’impianto della Fontina, probabilmente non ben dimensionato, attraverso il quale quando piove vengono scaricate nei fossi acque reflue che non hanno subito un trattamento depurativo completo.
Associazione ambientalista
La Città Ecologica APS

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