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Cinque anni di Conti : cosa aveva promesso, cosa ha fatto ( prima puntata )


Mancano due mesi esatti alle elezioni comunali. Il 14 maggio si voterà per il nuovo Sindaco e per il nuovo Consiglio Comunale di Pisa. Fare un’analisi di ciò che era stato promesso dal Sindaco Conti cinque anni fa è doveroso, per capire cosa è stato davvero realizzato.

In queste settimane si sono moltiplicate le iniziative di propaganda istituzionale: trasmissioni tv, mega spot, manifesti, social, giornalini… fino alla mostra in corso in Logge di Banchi. Tutto legittimo, ci mancherebbe. Ma sarebbe utile che Conti rispondesse a due domande: quanto sono costate quelle iniziative e, soprattutto, che fine hanno fatto le promesse non mantenute. A gironzolare tra pannelli e video della mostra emerge chiara una cosa: Conti può parlare solo e soltanto di ciò che ha ereditato da quelli di prima, visto che niente di ciò che era stato promesso è stato realizzato. Progetto stazione, ereditato (e peggiorato). Progetto tramvia, ereditato (e peggiorato, tant’è che è stato bocciato da chi doveva finanziarlo). Progetto ponte di Riglione, ereditato (e imbruttito). Progetto ciclopista dell’Arno, ereditato. Parco Europa, ereditato. Riqualificazione dei Passi, ereditata. Parco di via Bixio, ereditato. E così via. Ma, siccome niente accade per caso, puta caso gran parte dei lavori arriveranno alla fine proprio durante la campagna elettorale. Che combinazione…

Ma torniamo al punto di partenza. Ci siamo ripresi e riletti parola per parola il programma elettorale di cinque anni fa di Michele Conti. E quasi nulla è stato davvero realizzato. Per fortuna, ci sarebbe da dire, visto che includeva cose che avrebbero riportato Pisa al medioevo.

La prima cosa che salta agli occhi nel programma di Conti di cinque anni fa è questa frase: “vent’anni di malgoverno Pd hanno cancellato dalla nostra città le condizioni minime di vivibilità”. L’intento, quindi, era di ribaltare tutto quello che era stato fatto da quelli di prima. Sul concetto di vivibilità torneremo, visto che la situazione è peggiorata e non certo migliorata. Ma è sul tema della svolta a 180 gradi che ci soffermiamo: se era tutto così brutto e orripilante, perché tutti i progetti sono stati portati avanti e venduti come propri? I primi due anni li hanno passati a capire come distruggere i progetti di quelli di prima, quando poi si sono accorti che erano belli, li hanno venduti come propri. Dice qualcuno: “ma se erano così belli quei progetti, perché non li hanno portati a termini quelli di prima?”. Lo stesso si potrebbe dire delle cose che Conti ha progettato e non ancora realizzato: tra qualche anno qualcun altro le realizzerà, ammesso che siano cose che stanno in piedi. Governare una città significa sempre portare a compimento le cose trovate e impostarne di nuove per quelli che verranno dopo.

Secondo punto, la sicurezza e il degrado. Fateci caso, dalla campagna elettorale questo tema è completamente sparito. E per forza: la situazione è talmente peggiorata che Conti non può far altro che nascondersi. Andate in zona stazione, in piazza Vettovaglie, nei vicoli del centro, ma anche in molti quartieri, da Putignano al CEP e guardatevi attorno. Non è solo un fatto di reati e di criminalità (furti aumentati, risse aumentate ecc.), ma di degrado imperante. La ricetta “lavori = decoro” è una sciocchezza, se non si accompagnano i lavori con attività di carattere culturale e sociale. Rifare un marciapiede non basta a evitare che poi su quel marciapiede si spacci droga o ci si prenda a coltellate, come accaduto tante, troppe volte, in zona stazione anche di recente.

Ecco cosa diceva Conti cinque anni fa nel suo programma elettorale: “Riportare sicurezza e decoro non è uno slogan, ma il punto di partenza per il futuro di una nuova Pisa”. Ecco, sindaco uscente Conti, stiamo ancora aspettando. Vediamo quali mirabolanti promesse scriverà nel prossimo programma elettorale. Vediamo se avrà la dignità di dire che la sicurezza è peggiorata. Ma la risposta la sappiamo già: lei non parlerà più di sicurezza perché su questo tema non ha fatto niente. Oppure, dirà che è tutto risolto confidando nel suo ministero della propaganda. Oppure darà la colpa a qualcun altro, tipo il governo. Ah, quello no, visto che ora al governo ci siete voi.

Però, a rileggere bene il suo programma di cinque anni fa, la soluzione era lì, descritta con chiarezza: “Voglio che Pisa sia una città per tutti, e che chi non rispetta le regole si senta indesiderato e si allontani”. Allontanamento volontario per disdegno sociale: ecco la ricetta. I criminali dovevano sentirsi indesiderati e andarsene da soli. Roba da matti. E, in effetti, sono tutti ancora qui.

Terzo e ultimo punto di questa prima puntata. Qui siamo all’apoteosi della menzogna e della mancata promessa. Qui siamo all’apice della sfacciataggine e della faccia di bronzo. Ecco le parole del programma di Conti del 2018: “voglio assicurare la massima trasparenza in tutti gli atti miei e della Giunta che guiderò”. Conti e trasparenza sono ormai diventate un esempio di ossimoro nell’enciclopedia Treccani. La prima cosa che ha fatto Conti è impedire l’accesso agli atti storici del Comune. Fino al 2018 si poteva trovare online qualsiasi atto. Dopo il 2018 tutto oscurato, con una decisione a nostro parere oltre i limiti della legge. Andate sull’albo pretorio online e ci troverete solo gli atti degli ultimi 15 giorni e, con molta fatica, le delibere di giunta e di consiglio. Tutto il resto è introvabile. Direttive, impegni di spesa, determine, atti dirigenziali, tutto oscurato. Alla faccia della trasparenza. E chi non è trasparente, di solito ha qualcosa da nascondere. Poco dopo, Conti scriveva “Ci affideremo a uomini e donne di provata esperienza e competenza per formare una squadra solida e unita”. Giusto per capire: tra questi uomini e donne di provata esperienza e competenza ci sono anche i vostri parenti che sono stati assunti in Comune e nelle partecipate? Ci sono anche quelle persone assunte con concorsi disegnati su misura, con commissioni nominate per fedeltà politica? Avevate promesso trasparenza e competenza, ci ritroviamo nell’opacità e nel favoritismo.

Per forza, poi, parlate solo di asfaltature, se si allarga un po’ il raggio per voi è una catastrofe. Ah, a proposito di asfalto, possibile che ancora non abbiate rimosso l’idea di asfaltare alcune aree verdi a ridosso delle mura per farci parcheggi?

PISA MERITA DI MEGLIO

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