Emergenza Buoni Pasto, commissioni alle stelle: “Così il sistema rischia di saltare”

I buoni pasto potrebbero non essere più buoni al via una campagna di sensibilizzazione sui clienti

A rimetterci sono tutte le attività commerciali che accettano i buoni pasto, oltre ai dipendenti pubblici e privati che pranzano grazie a questo sistema. Quella dei buoni pasto è una vera e propria emergenza a livello nazionale, che non risparmia bar, ristoranti e supermercati di Pisa e provincia.

Nell’occhio del ciclone ci sono le commissioni che i commercianti sono costretti a pagare su ogni singolo buono pasto. Dall’inizio dell’anno, in seguito alla nuova gara bandita da Consip per la fornitura del servizio alla pubblica amministrazione, la percentuale delle commissioni sono più che triplicate, schizzando dal 6% al 19,75% per le attività di Pisa e provincia, e che in alcuni casi in Italia arrivano a superare il 20%. A Pisa l’allarme è partito da alcune attività commerciali della zona della Sapienza, che hanno notato subito le conseguenze dell’aumento, considerati i tanti dipendenti d…

" PISA NEL CUORE " SUL DASPO URBANO



Continuano le sedute della seconda commissione consiliare a proposito del DASPO URBANO. Anche Pisa nel Cuore dice la sua, tramite l’uditrice Anna Buoncristiani: “Non è un toccasana, non è la bacchetta magica che risolve tutto (sarebbe troppo bello…), ma noi siamo favorevoli ad applicarlo, anche in modo più duro e più veloce. Critichiamo però la localizzazione ristretta e non condividiamo che la nostra Amministrazione, con questo, pensi di fare propaganda elettorale. Abbiamo sentito il Sindaco" riferisce la Buoncristiani "dire in commissione che il 99% dei cittadini è preoccupato per la sicurezza in città: se ne accorge solo ora che si va verso le elezioni? Noi lo diciamo da sempre! Gli ho ribattuto che l’insicurezza in cui versa Pisa è colpa della sua mala amministrazione e che lui dovrebbe fare il mea culpa. Con l’arroganza tipica del PD mi ha risposto che era una mia opinione e che me la dovevo tenere: a un uditore si vuole mettere il bavaglio? Quelli che governano la città per anni hanno ignorato la sicurezza, non hanno voluto ascoltare i cittadini e, se fosse per loro (e non per una legge statale), ancora l’argomento si tratterebbe all’acqua di rose!”.
L’uditrice Buoncristiani fa sapere che il suo capogruppo Raffaele Latrofa ha presentato un emendamento affinché il DASPO venga ripensato anche per altre zone cittadine: “Perché non Piazza dei Cavalieri e Piazza delle Vettovaglie, con tutte le vie limitrofe? Perché non le traverse di Corso Italia e di Borgo? Perché non tutte le strade vicino al Duomo? Eppure nella disciplina dei DASPO URBANI si parla di aree con scuole, università e luoghi di cultura, nonché di zone interessate da consistenti flussi turistici! Perché limitarsi ad alcuni parcheggi del centro, visto che tutta Pisa è visitata da turisti e il parcheggio abusivo è una piaga che la interessa in toto? Non è che si vuol fare del DASPO un fiore all’occhiello per la campagna elettorale del PD e poi invece applicarlo solo qua e là? Che paura c’è ad allargarlo ad altre zone? Mica si mettono fili spinati, mica si chiude la città: viene solo punita la gente che sgarra. E noi sappiamo quanto ai cittadini questo prema!”.

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