Emergenza Buoni Pasto, commissioni alle stelle: “Così il sistema rischia di saltare”

I buoni pasto potrebbero non essere più buoni al via una campagna di sensibilizzazione sui clienti

A rimetterci sono tutte le attività commerciali che accettano i buoni pasto, oltre ai dipendenti pubblici e privati che pranzano grazie a questo sistema. Quella dei buoni pasto è una vera e propria emergenza a livello nazionale, che non risparmia bar, ristoranti e supermercati di Pisa e provincia.

Nell’occhio del ciclone ci sono le commissioni che i commercianti sono costretti a pagare su ogni singolo buono pasto. Dall’inizio dell’anno, in seguito alla nuova gara bandita da Consip per la fornitura del servizio alla pubblica amministrazione, la percentuale delle commissioni sono più che triplicate, schizzando dal 6% al 19,75% per le attività di Pisa e provincia, e che in alcuni casi in Italia arrivano a superare il 20%. A Pisa l’allarme è partito da alcune attività commerciali della zona della Sapienza, che hanno notato subito le conseguenze dell’aumento, considerati i tanti dipendenti d…

LATROFA ANCORA SU PEOPLE MOVER

E così il presidente Cerri della PISAMO ieri, lunedì 31 luglio, è tornato la seconda volta per un’audizione in seconda commissione consiliare di controllo e garanzia, sull’argomento People Mover, a seguito di una mia precisa richiesta” ci fa sapere Raffaele Latrofa, capogruppo di Pisa nel Cuore, che continua: “Nella prima seduta di quasi un mese fa avevo avuto modo di porre domande per quasi due ore. Erano emersi i primi dati sconfortanti che confermavano al 100% quanto io sostengo fin dal 2012: la gestione del People Mover naviga in acque pessime. Con la seduta di ieri le mie supposizioni hanno avuto piena conferma”.
“Da un calcolo sommario” Latrofa ci spiega “nella prima annualità di esercizio il People Mover perderà sicuramente oltre un milione e mezzo di euro rispetto a quanto previsto nelle tabelle a base di gara. Il meccanismo è molto semplice: per ogni annualità esiste una tabella che fornisce il traffico di passeggeri aeroportuali presunti. Per esempio, nel primo anno la previsione era di circa cinque milioni di passeggeri aeroportuali. Applicando la percentuale del 36,1% (come stabilito nel contratto), si può trovare il numero di passeggeri presunti per il People Mover appunto per quell'anno. Quindi, a fronte di cinque milioni di passeggeri aeroportuali, sul People Mover dovrebbero esserci circa 1.891.000 passeggeri nel primo anno. A questo punto, dividendo per 365 giorni, si ottengono oltre 5100 passeggeri al giorno che avrebbero dovuto utilizzare il People Mover. All'inizio i passeggeri al giorno erano inferiori ai 3000; ora si aggirano sui 3500. Volendo per eccesso applicare quest’ultimo valore, si capisce facilmente che gli oltre 1600 passeggeri mancanti al giorno, moltiplicati per 2,70 € di biglietto ciascuno, danno luogo a una perdita di oltre un milione e mezzo di euro SOLO per il primo anno”.
Latrofa fa notare che questi numeri incontestabili, forniti alla commissione dal presidente Cerri, fanno prevedere un futuro disastroso per il People Mover, infrastruttura inutile e, in quanto tale, dannosa. Circa la domanda più importante, ovvero chi pagherà la differenza tra quanto era l'entrata prevista per la società Pisa Mover e quanto invece è l'entrata effettiva, in commissione il presidente Cerri ha letto la clausola, a noi ben nota, prevista nel contratto: in essa si dice a chiare lettere che non è da escludersi che il Comune prenda in considerazione di ripagare una quota delle perdite subite dalla società Pisa Mover.
“Questo chiude definitivamente, dandoci ragione al 100%, una questione che per anni è stata oggetto di vere e proprie bugie politiche da parte della giunta Filippeschi, da cui ci siamo sentiti dire che i pisani non avrebbero tirato fuori un euro per le perdite del People Mover. Ora che chiarezza è stata fatta, noi di Pisa nel Cuore ci rimbocchiamo le maniche. Stiamo scrivendo un programma elettorale che prevede di salvaguardare le tasche dei cittadini pisani, trovando il modo di far funzionare al meglio questa infrastruttura. Ce la troviamo sul collo per colpa dell'aeroporto di Renzi, degli errori di Rossi e della poca capacità di Filippeschi, e del PD pisano, di difendere la nostra città”.

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